TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

Qualche giorno fa (14 nov.) è partita la polemica per il servizio del TG5 sul fenomeno del bullismo; servizio che avrebbe voluto denunciare una serie di deprecabili episodi ormai noti ma che, di fatto, è stato in parte strumentalizzato per promuovere una visione negativa di YouTube o, più in generale, di Internet.

Mi è capitato di leggere e postare su questo tema su DesMM, in una discussione in cui è intervenuto addirittura il dott. Pamparana nel tentativo di arginare la polemica verso il TG5, ma, per quel che mi riguarda, ho potuto notare quanto sia facile non capirsi quando ci si accosta a questi temi: se dai ragione al tg non capisci il senso del web; se dai ragione agli internauti non sei sensibile verso le vittime degli episodi denunciati. Comunque ti esprimi sembra che tu faccia torto a qualcuno.
Ma è proprio così?

Oggi  il TG2 ha voluto dimostrare di non essere da meno proponendo un servizio analogo: il soggetto, sei ragazzi napoletani in vena di incosciente goliardia, in giro nel traffico tutti su un unico scooter. Imputato, ancora una volta, YouTube. La giornalista esordisce con “Sfide pericolose tra scooter nel napoletano finiscono in internet su YouTube…“, mentre il Corriere (non è TV ma sempre di giornalismo si tratta!) titola “In 6 sullo scooter senza casco I. […] gare pericolose tra giovanissimi e i filmati finiscono tutti in Rete
Per chi si è perso l’ennesimo servizio-chicca dei nostri media, potete vedere il video sul sito del Corriere perchè, pare che sia stato eliminato da YouTube.

Chi conosce poco la rete ascolta il tg di turno e – ovviamente – capisce che internet è una sorta di demone dove ogni perversione trova spazio e consenso: a dare ascolto al tipo di informazione che ci arriva dalla TV, internet è il posto dove si vedono episodi di bullismo, ragazzi che distruggono le aule, professoresse che si fanno palpeggiare dagli alunni (o che perlomeno non si oppongono), per non parlare di pornografia, pedofilia, sette sataniche in vena di efferatezze, ecc.
Se avete letto l’articolo del Corriere avrete notato la definizione che Antonio Iazzetta, direttore di Cogito, da di Youtube: «una vera e propria galleria degli orrori e delle stupidaggini», nonostante, proseguendo il discorso, lo stesso Iazzetta, dichiari poi che la maggior parte di questi video siano montaggi e falsi (riferendosi alle tante scorribande nel traffico filmate).

A me sembra che le persone, tutti noi, stiamo diventando nevrastenici, concentrati nel difendere il nostro orticello, sempre sul piede di guerra , pronti a tirar fuori le unghie e perennemente incavolati contro qualcosa o qualcuno… mi sembra che l’uomo stia perdendo completamente quella cosa che dovrebbe essere così semplice e naturale: un po’ di sano buonsenso.

Perchè, a mio avviso, con un po’ di buonsenso non è difficile mettere ordine nelle cose: nel mondo succedono cose buone e cose cattive a prescindere dal fatto che queste si sappiano o meno, che il web ne parli o meno. Dobbiamo forse restare indifferenti di fronte al male? Certo che no! Cari giornalisti, dico a voi, è ovvio che qui nessuno applaude quando si scopre una rete di pedofili o quando un branco di idioti picchia altri esseri umani più deboli o indifesi.
Nel caso poi dei 6 ragazzi napoletani, io il video l’ho visto più volte e ho visto sei ragazzi, che tutto sommato vogliono fare una bravata al grido di “Italia Uno!”, saltando su uno scooter e facendo un giro attorno ad un isolato di assoluta periferia. Ovviamente nel servizio si è parlato di strade cittadine, di passaggio nel traffico, di pericoli vari, e addirittura di pedoni schivati. Questi ragazzi hanno fatto bene? Certamente no. Certamente non è un gesto responsabile e mi guarderei bene dall’applaudire, anzi!

Però mi voglio chiedere anche perchè i tg gonfiano la notizia a dismisura e spostano l’attenzione dei telespettatori dal fatto vero e proprio al contenitore della notizia?
Sarebbe come parlare male del telegiornale ogni volta che in esso si parla di omicidi, guerre e stragi… in pratica sempre!

Qualcuno obietterà che il tg si limita a dare notizie su quel che accade nel mondo mentre internet trasuda manie di protagonismo e la cosa posso anche condividerla ma allora perchè le informazioni, quelle vere e autentiche, quelle che raccontano i fatti così come sono senza mistificazioni non ci arrivano direttamente dai media? Perchè dobbiamo aspettare di sapere che accadono “certe cose” da internet? Dove sono i giornalisti?

Porgo il fianco e mi presto alla prevedibile reazione: internet, mi direte, è incontrollato ed incontrollabile mentre ci sono cose che è giusto moderare, controllare per la tutela di tutti…
Già, è vero, è una considerazione tanto corretta quanto banale per la sua ovvietà. Ma qui non si sta parlando di questo a mio avviso.
Qui parlaimo di strumentalizzazione dell’informazione.

Non che io voglia calcare la mano ma di dubbi nella testa se ne creano tanti quando si parla di “informazione”, sopratutto ora che internet, un mondo pericoloso perchè destrutturato e non asservito a nessun potere, inizia a entrare pesantemente nelle case e nel costume della società. Uno di questi dubbi è legato al fatto che internet, di fatto, inizia a scalzare la TV dalla sua posizione fin’ora predominante. Una considerazione che a me personalmente basta per spiegare perchè la TV attingere informazioni dalla rete in sordina e solo quando c’è qualcosa che può essere strumentalizzata contro la rete allora ci si assicura che i nomi dei vari diavoli (YouTube su tutti) siano in evidenza.

Nel citato post su DesMM, YouON parlava del fatto che questo è un timore infondato in quanto la TV ha tutto il potere per entrare in internet e fare quel che vuole quando ne sentirà la necessità e, in parte lo credo. Fin dalla notte dei tempi chi ha potere la fa franca e detta legge ma… in internet la musica è un pochino diversa. Altrimenti non saremmo qui liberamente ad esprimerci. Sempre che qualcuno non decida di spegnere i server… ma questa è un’altra storia.

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1 Comment

  1. Ela
    24 Feb 2010

    Il problema non è Internet, il problema è l’uomo stesso. Dal giorno in cui Adamo ed Eva scelsero di conoscere il bene ed il male queste due influenze ci sono dappertutto e non importa dove l’uomo si va a nascondere il bene ed il male saranno d’ovunque; tutto dipende da noi e da cosa cerchiamo col nostro libero arbitrio. Scegliamo il bene e lo troveremo ovunque…

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