Equilibrio

Equilibrio

Una parola che evoca scenari al limite delle capacità umane: equilibrio.
Presuppone un concetto di fondo che mi affascina, la capacità di “stare” nonostante l’instabilità circostante.

La nostra intera esistenza è un gioco di equilibri di cui spesso siamo inconsapevoli, si, perchè, istintivamente, non siamo equilibrati ma vittime (forse inconsapevoli) della nostra comprensione, della nostra esperienza, della nostra sapienza che, inevitabilmente, sono di parte.

Noi consideriamo “buono” tutto ciò che ci da gioia e ci rende felici, e “cattivo” (o “sbagliato”) ciò che ci fa soffrire, ci indispone, ci ferisce.
Se avessimo i poteri dell’Onnipotente (e avessimo l’etica di non spenderli solo per noi) sicuramente nella nostra agenda di governo ci sarebbe, al primo posto, l’eliminazione di tutto ciò che è “cattivo”. Lo estirperemmo come una cellula cancerogena che mai avrebbe dovuto affacciarsi nelle vite di nessuno!
…e probabilmente, nel giro di poco tempo, saremmo estinti.

equilibrio di forze

delicato equilibrio di forze

Le nostre vite, anche inconsapevolmente, sono la risultante di un equilibrio di forze.
Questo non ha nulla a che vedere con la filosofia cinese, non si parla di Tai-Chi e di forze derivate.
E’ un pensiero molto più pragmatico: la nostra esistenza si nutre di ciò che impariamo nelle circostanze, tutte le circostanze, della vita. Estirparne una parte equivale a una mutilazione esistenziale. E’ la progressione degli eventi, la capacità di maturare nell’affrontarli, che determina la nostra esperienza e forma il nostro essere senziente.

E non è un caso che Dio, dopo migliaia d’anni e a dispetto del nostro parere, continua a permettere che esista ciò che noi pensiamo sia “cattivo”.
E’ un equilibrio inevitabile fino a che saremo intrappolati nella successione degli eventi.

collocàti in una progressione temporale...

collocàti in una progressione temporale…

Se il sapere e l’essere potessero realizzarsi totalmente in un unico istante eterno, saremmo Colui che non siamo e non avremmo bisogno dell’esperienza (che è figlia della progressione temporale) “cattiva”, ma neanche di quella “buona”.

Ma noi siamo quelli che siamo: limitati, bisognosi di maturazione, formazione e crescita e, non a caso, collocati in una sequenza temporale avente lo scopo di prepararci a nuovi cieli, nuova terra… Nuova vita.

Perchè il “cattivo” sparisca è necessario uscire da questi vincoli, vivere fuori dal “tempo”.
E infatti non è questo lo scenario descritto e promesso dall’unico Dio che si è preso carico della nostra esistenza?

1 Comment

  1. Carmela
    23 Giu 2013

    Riflessione molto profonda!!!!!!!!!

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *