Legrottaglie fa sul serio

Legrottaglie fa sul serio

Mi era già capitato tempo fa di scrivere sulle scelte di vita di Nicola Legrottaglie, il difensore della Juventus e della nazionale di calcio ma, qualche giorno fa, ho avuto l’opportunità di intervistarlo personalmente per conto di evanTV, la webTV cristiana italiana con la quale collaboro sul profilo strettamente tecnico. E’ stata una cosa inedita trovarsi dall’altro lato della telecamera, debuttando proprio con un personaggio pubblico ma, aldilà di una normale emozione iniziale, sono stato positivamente colpito dalle affermazioni di Nicola e, ancora di più, dalla maturità con la quale si è espresso nei riguardi delle sue scelte di fede. L’ho trovato convincente ed autentico: nessun fanatismo, tanto equilibrio, pacatezza e rispetto ma, allo stesso tempo, l’assoluta convinzione di aver avuto un incontro personale con Dio e di non poter essere più lo stesso. Video intervista a Nicola Legrottaglie....

Cristiani al macello

Cristiani al macello

Negli ultimi giorni è partito un tam tam mediatico insolito nei confronti dei fatti indiani di cui tutti avrete già letto. Repubblica titola: India, raid contro i cattolici, otto le vittime, imposto coprifuoco Aumentano le vittime per gli scontri religiosi con i fondamentalisti indù nell’Orissa. Rapiti e poi liberati due gesuiti. L’opposizione chiede le dimissioni del governo (link). Quotidiano.net titola: Violenze contro i cristiani. I morti salgono a otto. Dopo i due missionari morti, altre tre persone sarebbero state uccise nella zona di Raikia. Ma la polizia, ora, parla di almeno otto morti, anche se il numero delle vittime sembra destinato a salire. Stanno bene i religiosi rapiti e sono al sicuro (link). Tiscali titola: Violenze contro i cristiani: arsi vivi due missionari Rivolta anticristiana nell’est dell’India: Inaudita escalation di violenza contro i cristiani in India, dove da diverse ore si susseguono attacchi alle chiese, ai conventi, alle parrocchie, e poi ai religiosi e alle religiose che operano nella regione (link). E così via su tutti gli organi di informazione ufficiali e non. Quello che mi sto chiedendo è che effetto fanno queste notizie su noi occidentali, su noi cristiani per cultura e tradizione? Voglio dire… siamo abituati a sentire di intolleranza verso le altre correnti religiose. Non era mai successo a noi di essere vittime, abituati come siamo a sentire di come il mondo occidentale tende, volente o nolente, ad esportare la propria cultura filo-cristiana. L’altra domanda che mi faccio è meno sarcastica: davvero crediamo che queste cose le patiamo per la prima volta? Davvero crediamo che i cristiani fino ad oggi abbiano vissuto nella bambagia, onorati e rispettati da tutti? E com’è che missioni come Porte Aperte, Missione Possibile, ProgettoFamilia, ecc. riportano di vite a rischio ad ogni viaggio che fanno? Com’è che fino ad ora queste cose non hanno mai fatto notizia? Su cosa si vuole fare leva ora? Sulla difesa campanilistica delle nostre tradizioni? Quelle vittime non sono tali per aver voluto difendere una tradizione o un principio. La parola giusta, sarà vetusta e fuori moda, ma è martirio. Gente che non ha voluto rinnegare la propria fede. E ora vorrebbero farci credere che si tratta della solita guerra di culture? Che reazione vogliono provocare i signori dell’informazione? Forse mi faccio troppe domande ma… chissà che io non sia l’unico ad avere questi dubbi....

TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

Qualche giorno fa (14 nov.) è partita la polemica per il servizio del TG5 sul fenomeno del bullismo; servizio che avrebbe voluto denunciare una serie di deprecabili episodi ormai noti ma che, di fatto, è stato in parte strumentalizzato per promuovere una visione negativa di YouTube o, più in generale, di Internet. Mi è capitato di leggere e postare su questo tema su DesMM, in una discussione in cui è intervenuto addirittura il dott. Pamparana nel tentativo di arginare la polemica verso il TG5, ma, per quel che mi riguarda, ho potuto notare quanto sia facile non capirsi quando ci si accosta a questi temi: se dai ragione al tg non capisci il senso del web; se dai ragione agli internauti non sei sensibile verso le vittime degli episodi denunciati. Comunque ti esprimi sembra che tu faccia torto a qualcuno. Ma è proprio così? Oggi  il TG2 ha voluto dimostrare di non essere da meno proponendo un servizio analogo: il soggetto, sei ragazzi napoletani in vena di incosciente goliardia, in giro nel traffico tutti su un unico scooter. Imputato, ancora una volta, YouTube. La giornalista esordisce con “Sfide pericolose tra scooter nel napoletano finiscono in internet su YouTube…“, mentre il Corriere (non è TV ma sempre di giornalismo si tratta!) titola “In 6 sullo scooter senza casco I. […] gare pericolose tra giovanissimi e i filmati finiscono tutti in Rete” Per chi si è perso l’ennesimo servizio-chicca dei nostri media, potete vedere il video sul sito del Corriere perchè, pare che sia stato eliminato da YouTube. Chi conosce poco la rete ascolta il tg di turno e – ovviamente – capisce che internet è una sorta di demone dove ogni perversione trova spazio e consenso: a dare ascolto al tipo di informazione che ci arriva dalla TV, internet è il posto dove si vedono episodi di bullismo, ragazzi che distruggono le aule, professoresse che si fanno palpeggiare dagli alunni (o che perlomeno non si oppongono), per non parlare di pornografia, pedofilia, sette sataniche in vena di efferatezze, ecc. Se avete letto l’articolo del Corriere avrete notato la definizione che Antonio Iazzetta, direttore di Cogito, da di Youtube: «una vera e propria galleria degli orrori e delle stupidaggini», nonostante, proseguendo il discorso, lo stesso Iazzetta, dichiari poi che la maggior parte di questi video siano montaggi e falsi (riferendosi alle tante scorribande nel traffico filmate). A me sembra che le persone, tutti noi, stiamo diventando nevrastenici, concentrati nel difendere il nostro orticello, sempre sul piede di guerra , pronti a tirar fuori le unghie e perennemente incavolati contro qualcosa o qualcuno… mi sembra che l’uomo stia perdendo completamente quella cosa che dovrebbe essere così semplice e naturale: un po’ di sano buonsenso. Perchè, a mio avviso, con un po’ di buonsenso non è difficile mettere ordine nelle cose: nel mondo succedono cose buone e cose cattive a prescindere dal fatto che queste si sappiano o meno, che il web ne parli o meno. Dobbiamo forse restare indifferenti di fronte al male? Certo che no! Cari giornalisti, dico a voi, è ovvio che qui nessuno applaude quando si scopre una rete di pedofili o quando un branco di idioti picchia altri esseri umani più deboli o indifesi. Nel caso poi dei 6 ragazzi napoletani, io il video l’ho visto più volte e ho visto sei ragazzi, che tutto sommato vogliono fare una bravata al grido di “Italia Uno!”, saltando su uno scooter e facendo un giro attorno ad un isolato di assoluta periferia. Ovviamente nel servizio si è parlato di strade cittadine, di passaggio nel traffico, di pericoli vari, e addirittura di pedoni schivati. Questi ragazzi hanno fatto bene? Certamente no. Certamente non è un gesto responsabile e mi guarderei bene dall’applaudire, anzi! Però mi voglio chiedere anche perchè i tg gonfiano la notizia a dismisura e spostano l’attenzione dei telespettatori dal fatto vero e proprio al contenitore della notizia? Sarebbe come parlare male del telegiornale ogni volta che in esso si parla di omicidi, guerre e stragi… in pratica sempre! Qualcuno obietterà che il tg si limita a dare notizie su quel che accade nel mondo mentre internet trasuda manie di protagonismo e la cosa posso anche condividerla ma allora perchè le informazioni, quelle vere e autentiche, quelle che raccontano i fatti così come sono senza mistificazioni non ci arrivano direttamente dai media? Perchè dobbiamo aspettare di sapere che accadono “certe cose” da internet? Dove sono i giornalisti? Porgo il fianco e mi presto alla prevedibile reazione: internet, mi direte, è incontrollato ed incontrollabile mentre ci sono cose che è giusto moderare, controllare per la tutela di tutti… Già, è vero, è una considerazione tanto corretta quanto banale per la sua ovvietà. Ma qui non si sta parlando di questo a mio avviso. Qui parlaimo di strumentalizzazione dell’informazione. Non che...