Equilibrio

Equilibrio

Una parola che evoca scenari al limite delle capacità umane: equilibrio. Presuppone un concetto di fondo che mi affascina, la capacità di “stare” nonostante l’instabilità circostante. La nostra intera esistenza è un gioco di equilibri di cui spesso siamo inconsapevoli, si, perchè, istintivamente, non siamo equilibrati ma vittime (forse inconsapevoli) della nostra comprensione, della nostra esperienza, della nostra sapienza che, inevitabilmente, sono di parte. Noi consideriamo “buono” tutto ciò che ci da gioia e ci rende felici, e “cattivo” (o “sbagliato”) ciò che ci fa soffrire, ci indispone, ci ferisce. Se avessimo i poteri dell’Onnipotente (e avessimo l’etica di non spenderli solo per noi) sicuramente nella nostra agenda di governo ci sarebbe, al primo posto, l’eliminazione di tutto ciò che è “cattivo”. Lo estirperemmo come una cellula cancerogena che mai avrebbe dovuto affacciarsi nelle vite di nessuno! …e probabilmente, nel giro di poco tempo, saremmo estinti. Le nostre vite, anche inconsapevolmente, sono la risultante di un equilibrio di forze. Questo non ha nulla a che vedere con la filosofia cinese, non si parla di Tai-Chi e di forze derivate. E’ un pensiero molto più pragmatico: la nostra esistenza si nutre di ciò che impariamo nelle circostanze, tutte le circostanze, della vita. Estirparne una parte equivale a una mutilazione esistenziale. E’ la progressione degli eventi, la capacità di maturare nell’affrontarli, che determina la nostra esperienza e forma il nostro essere senziente. E non è un caso che Dio, dopo migliaia d’anni e a dispetto del nostro parere, continua a permettere che esista ciò che noi pensiamo sia “cattivo”. E’ un equilibrio inevitabile fino a che saremo intrappolati nella successione degli eventi. Se il sapere e l’essere potessero realizzarsi totalmente in un unico istante eterno, saremmo Colui che non siamo e non avremmo bisogno dell’esperienza (che è figlia della progressione temporale) “cattiva”, ma neanche di quella “buona”. Ma noi siamo quelli che siamo: limitati, bisognosi di maturazione, formazione e crescita e, non a caso, collocati in una sequenza temporale avente lo scopo di prepararci a nuovi cieli, nuova terra… Nuova vita. Perchè il “cattivo” sparisca è necessario uscire da questi vincoli, vivere fuori dal “tempo”. E infatti non è questo lo scenario descritto e promesso dall’unico Dio che si è preso carico della nostra esistenza?...

Divulgatori o collezionisti?

Divulgatori o collezionisti?

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un interessante aneddoto offline riguardante l’uso delle “verità acquisite”. Durante una delle sue tournèe il noto violinista Fritz Kreisler (1875 – 1962) trovò un violino eccezionale ma, avendo l’abitudine di devolvere i suoi guadagni ai meno fortunati, si trovò nella condizione di dover impiegare qualche tempo per mettere da parte i soldi per poterlo acquistare. Purtroppo nel frattempo il violino fu acquistato da un collezionista. Kreisler non si perse d’animo e trovò il collezionista che però non aveva alcuna intenzione di privarsi del prezioso esemplare. Prima di rinunciare del tutto, il violinista ebbe una idea e disse: “Posso, per favore, suonare almeno una volta il violino prima di consegnarlo per sempre al silenzio?”. Il collezionista acconsentì e, quando il virtuoso riempì la casa con quella musica così perfetta e toccante, disse: “Non ho nessun diritto di tenere questo violino per me; è suo signor Kreisler, lo porti in tutto il mondo e lo faccia sentire ad ogni persona!”. Il simpatico aneddoto mi aiuta a ricordare che, in generale, ciò che abbiamo di buono non è solo per noi stessi e, in particolare, che la Verità (quella con la “V” maiuscola) ha bisogno di divulgatori e non di collezionisti. A buon intenditor… Isaia 12:4...

Nomination per evanTV

Nomination per evanTV

E’ interessante che una realtà tematica come evanTV sia stata scovata e segnalata in un contest nazionale che si assume l’onere di selezionare le migliori micro web tv nazionali: Si tratta del Teletopi – best micro web tv, concorso ideato e organizzato da Altratv.tv, in collaborazione con Sole24Ore-Nòva24, con la partecipazione di TheBlogTV, Odeon, Lastampa.it, C6, YouTube, Università IULM e Movi&Co. “Teletopi”, un nome apparentemente bizzarro che, parafrasando il più noto premio televisivo dei “Telegatti”, prende come riferimento l’animale simbolo (topo=mouse) della computer-generation. Ed eccola qui evanTV, inserita in nomination nella categoria “Community”: www.teletopi.tv/pages/nomination.html E’ interessante perchè generalmente balzano agli onori della cronaca quelle situazioni che destano scalpore, che fanno rumore o, come si usa dire, “fanno notizia”: di certo non dovrebbe essere il caso di una realtà che propone esclusivamente tematiche cristiane! Basti vedere lo share di programmi come Protestantesimo o vedere in quale razza di fascia oraria viene proposto… Lo so, lo so, quella è la tv tradizionale e generalista: si dice che nel web le cose funzionino altrimenti e questa nomination pare esserne la dimostrazione. Aldilà della competizione, fa piacere notare che il web si sia accorto di qualcosa di fronte alla quale i media tradizionali hanno deliberatamente (e premeditatamente) chiuso gli occhi: i numeri di evanTV dimostrano che c’è interesse verso una fede non bigotta, verso i principi cristiani. La ricerca spirituale è un fenomeno dirompente nel web, certamente (e purtroppo) non ai livelli della ricerca di sesso e pornografia, ma è comunque un dato di fatto certificato dalle Zeitgeist di Google degli ultimi 3 anni e, nel suo piccolo, dalle statistiche di evanTV: 40.000 video visti in meno di un mese non sono un dato trascurabile soprattutto se si pensa che non si tratta di spot da 2 minuti ma di interventi che variano dai 20 ai 50 minuti! Quindi questa nomination fa piacere e dimostra che la strada del web non è solo percorribile ma anche appropriata per proporre il messaggio di Gesù Cristo ed i principi della fede cristiana. A questo punto non resta che andare a guardare lo spot di circa 2 min proposto per evanTV e inserire i propri commenti: non vogliamo influenzare la giuria ma, semplicemente, dimostrare ancora una volta che la rete ha bisogno di questi contenuti e che le persone che la popolano, quando hanno la possibilità di scegliere… scelgono di guardare. Link: Video in nomination Canale Youtube con i video delle web tv in nomination...

Cristiani al macello

Cristiani al macello

Negli ultimi giorni è partito un tam tam mediatico insolito nei confronti dei fatti indiani di cui tutti avrete già letto. Repubblica titola: India, raid contro i cattolici, otto le vittime, imposto coprifuoco Aumentano le vittime per gli scontri religiosi con i fondamentalisti indù nell’Orissa. Rapiti e poi liberati due gesuiti. L’opposizione chiede le dimissioni del governo (link). Quotidiano.net titola: Violenze contro i cristiani. I morti salgono a otto. Dopo i due missionari morti, altre tre persone sarebbero state uccise nella zona di Raikia. Ma la polizia, ora, parla di almeno otto morti, anche se il numero delle vittime sembra destinato a salire. Stanno bene i religiosi rapiti e sono al sicuro (link). Tiscali titola: Violenze contro i cristiani: arsi vivi due missionari Rivolta anticristiana nell’est dell’India: Inaudita escalation di violenza contro i cristiani in India, dove da diverse ore si susseguono attacchi alle chiese, ai conventi, alle parrocchie, e poi ai religiosi e alle religiose che operano nella regione (link). E così via su tutti gli organi di informazione ufficiali e non. Quello che mi sto chiedendo è che effetto fanno queste notizie su noi occidentali, su noi cristiani per cultura e tradizione? Voglio dire… siamo abituati a sentire di intolleranza verso le altre correnti religiose. Non era mai successo a noi di essere vittime, abituati come siamo a sentire di come il mondo occidentale tende, volente o nolente, ad esportare la propria cultura filo-cristiana. L’altra domanda che mi faccio è meno sarcastica: davvero crediamo che queste cose le patiamo per la prima volta? Davvero crediamo che i cristiani fino ad oggi abbiano vissuto nella bambagia, onorati e rispettati da tutti? E com’è che missioni come Porte Aperte, Missione Possibile, ProgettoFamilia, ecc. riportano di vite a rischio ad ogni viaggio che fanno? Com’è che fino ad ora queste cose non hanno mai fatto notizia? Su cosa si vuole fare leva ora? Sulla difesa campanilistica delle nostre tradizioni? Quelle vittime non sono tali per aver voluto difendere una tradizione o un principio. La parola giusta, sarà vetusta e fuori moda, ma è martirio. Gente che non ha voluto rinnegare la propria fede. E ora vorrebbero farci credere che si tratta della solita guerra di culture? Che reazione vogliono provocare i signori dell’informazione? Forse mi faccio troppe domande ma… chissà che io non sia l’unico ad avere questi dubbi....

TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

Qualche giorno fa (14 nov.) è partita la polemica per il servizio del TG5 sul fenomeno del bullismo; servizio che avrebbe voluto denunciare una serie di deprecabili episodi ormai noti ma che, di fatto, è stato in parte strumentalizzato per promuovere una visione negativa di YouTube o, più in generale, di Internet. Mi è capitato di leggere e postare su questo tema su DesMM, in una discussione in cui è intervenuto addirittura il dott. Pamparana nel tentativo di arginare la polemica verso il TG5, ma, per quel che mi riguarda, ho potuto notare quanto sia facile non capirsi quando ci si accosta a questi temi: se dai ragione al tg non capisci il senso del web; se dai ragione agli internauti non sei sensibile verso le vittime degli episodi denunciati. Comunque ti esprimi sembra che tu faccia torto a qualcuno. Ma è proprio così? Oggi  il TG2 ha voluto dimostrare di non essere da meno proponendo un servizio analogo: il soggetto, sei ragazzi napoletani in vena di incosciente goliardia, in giro nel traffico tutti su un unico scooter. Imputato, ancora una volta, YouTube. La giornalista esordisce con “Sfide pericolose tra scooter nel napoletano finiscono in internet su YouTube…“, mentre il Corriere (non è TV ma sempre di giornalismo si tratta!) titola “In 6 sullo scooter senza casco I. […] gare pericolose tra giovanissimi e i filmati finiscono tutti in Rete” Per chi si è perso l’ennesimo servizio-chicca dei nostri media, potete vedere il video sul sito del Corriere perchè, pare che sia stato eliminato da YouTube. Chi conosce poco la rete ascolta il tg di turno e – ovviamente – capisce che internet è una sorta di demone dove ogni perversione trova spazio e consenso: a dare ascolto al tipo di informazione che ci arriva dalla TV, internet è il posto dove si vedono episodi di bullismo, ragazzi che distruggono le aule, professoresse che si fanno palpeggiare dagli alunni (o che perlomeno non si oppongono), per non parlare di pornografia, pedofilia, sette sataniche in vena di efferatezze, ecc. Se avete letto l’articolo del Corriere avrete notato la definizione che Antonio Iazzetta, direttore di Cogito, da di Youtube: «una vera e propria galleria degli orrori e delle stupidaggini», nonostante, proseguendo il discorso, lo stesso Iazzetta, dichiari poi che la maggior parte di questi video siano montaggi e falsi (riferendosi alle tante scorribande nel traffico filmate). A me sembra che le persone, tutti noi, stiamo diventando nevrastenici, concentrati nel difendere il nostro orticello, sempre sul piede di guerra , pronti a tirar fuori le unghie e perennemente incavolati contro qualcosa o qualcuno… mi sembra che l’uomo stia perdendo completamente quella cosa che dovrebbe essere così semplice e naturale: un po’ di sano buonsenso. Perchè, a mio avviso, con un po’ di buonsenso non è difficile mettere ordine nelle cose: nel mondo succedono cose buone e cose cattive a prescindere dal fatto che queste si sappiano o meno, che il web ne parli o meno. Dobbiamo forse restare indifferenti di fronte al male? Certo che no! Cari giornalisti, dico a voi, è ovvio che qui nessuno applaude quando si scopre una rete di pedofili o quando un branco di idioti picchia altri esseri umani più deboli o indifesi. Nel caso poi dei 6 ragazzi napoletani, io il video l’ho visto più volte e ho visto sei ragazzi, che tutto sommato vogliono fare una bravata al grido di “Italia Uno!”, saltando su uno scooter e facendo un giro attorno ad un isolato di assoluta periferia. Ovviamente nel servizio si è parlato di strade cittadine, di passaggio nel traffico, di pericoli vari, e addirittura di pedoni schivati. Questi ragazzi hanno fatto bene? Certamente no. Certamente non è un gesto responsabile e mi guarderei bene dall’applaudire, anzi! Però mi voglio chiedere anche perchè i tg gonfiano la notizia a dismisura e spostano l’attenzione dei telespettatori dal fatto vero e proprio al contenitore della notizia? Sarebbe come parlare male del telegiornale ogni volta che in esso si parla di omicidi, guerre e stragi… in pratica sempre! Qualcuno obietterà che il tg si limita a dare notizie su quel che accade nel mondo mentre internet trasuda manie di protagonismo e la cosa posso anche condividerla ma allora perchè le informazioni, quelle vere e autentiche, quelle che raccontano i fatti così come sono senza mistificazioni non ci arrivano direttamente dai media? Perchè dobbiamo aspettare di sapere che accadono “certe cose” da internet? Dove sono i giornalisti? Porgo il fianco e mi presto alla prevedibile reazione: internet, mi direte, è incontrollato ed incontrollabile mentre ci sono cose che è giusto moderare, controllare per la tutela di tutti… Già, è vero, è una considerazione tanto corretta quanto banale per la sua ovvietà. Ma qui non si sta parlando di questo a mio avviso. Qui parlaimo di strumentalizzazione dell’informazione. Non che...

La nuova vita di Legrottaglie

La nuova vita di Legrottaglie

Certe volte gli scoop di personaggi in qualche modo famosi possono essere presi per trovate più o meno geniali per far parlare di se. In questo caso mi riferisco alla tanto pubblicizzata fede cristiana di Kakà, Guzman e tanti altri atleti. Fa sempre un po’ effetto sentire discorsi di questo genere da personaggi che comunque vivono sotto i riflettori e che non mancano di notorietà e, diciamo pure, di denaro sonante! Il punto è che sono sempre uomini e, per quanto possano essere famosi o ricchi, dentro restano esseri umani soggetti, come tutti gli esseri umani, a misurarsi con i grandi interrogativi dell’uomo. Ho letto l’intervista a Legrottaglie per Emanuele Gamba dell’Espresso. D’accordo, se lo guardi come atleta famoso, di una squadra famosa, e con uno stipendio fuori dalle più rosee aspettative della persona comune, non puoi fare a meno di essere scettico, di pensare che si è fumato il cervello oppure che c’è dietro qualche manovra sensazionalistica (del resto se funziona per Kakà perchè non provarci?). Però, personalmente, non ho potuto fare a meno di notare l’uomo che c’è dietro al calciatore; in fin dei conti farsi delle domande è naturale a prescindere dal conto in banca e dalla notorietà, mentre non cercare di dare delle risposte è da stupidi o da persone che davvero “si sono fumate il cervello”! E poi, chi ci è passato, chi ha vissuto quella sorta di “presa di coscienza” di cui parla Nicola… beh, certe espressioni le capisce, certe affermazioni le ascolta con orecchie diverse. Per carità, non sto dicendo che i “non-credenti” sono per forza dei “non-capenti”. Dico solo che, per quanto tutti possano immaginare quando è buona una bistecca alla fiorentina, non tutti lo capiscono come chi l’ha già assaggiata una volta. Io, avendo già assaggiato la pietanza, tendo a credere all’esperienza di Nicola. Link all’articolo sull’Espresso: La nuova vita di Legrottaglie...